5 Ottobre 2009
A Policoro dibattito aperto su filiera ortofrutticola

Parte dal Metapontino, area vocata all’ortofrutta, il progetto di Coldiretti Basilicata a favore di una filiera ortofrutticola tutta lucana. Mercoledì 7 ottobre alle ore 10,00 l’Organizzazione di categoria ha programmato a Policoro presso l’Orohotel (Via Lido) il convegno dal titolo “Le occasioni di Psr e Fas a favore di una filiera ortofrutticola tutta lucana”.
Diversi i relatori della mattinata che illustreranno le opportunità per l’intero comparto: insieme ai dirigenti di Coldiretti e al saluto del sindaco di Policoro, Nicola Lopatriello, sono previsti gli interventi del direttore generale per lo Sviluppo Rurale del Ministero per le Politiche Agricole, Giuseppe Blasi, di un esperto nazionale di gestione logistica, Roberto Canelli, del dirigente nazionale del servizio tecnico economico di Coldiretti, Lorenzo Bazzana, mentre le conclusioni saranno affidate a  Vincenzo Viti, Assessore all’Agricoltura della Regione Basilicata.
 
Dalla produzione alla commercializzazione. Coldiretti vuole aprire un ampio dibattito sulla necessità di utilizzare al meglio le risorse messe a disposizione dal Programma di Sviluppo Rurale in sinergia con i Fondi previsti per le Aree Svantaggiate allo scopo di costituire sistemi strutturali quali una piattaforma logistica e un mercato ortofrutticolo che possano servire da raccolta e valorizzazione delle produzioni territoriali per chiudere una filiera che sappia portare valore alle imprese agricole e permanenza sui mercati internazionali.

La qualità della nostra frutta, la vocazione dell’area, la differenziazione di prodotto e le tecniche produttive  - ha detto Piergiorgio Quarto, vice presidente Coldiretti Basilicata - sono gli elementi  che ci permettono di offrire un prodotto competitivo e garantito ai consumatori nel rispetto delle notevoli peculiarità ambientali che la Basilicata offre, ma che vanno supportati da interventi strutturali per accorciare la distanza fisica che esiste tra le nostre aree produttive ed i centri di commercializzazione del nord Europa .

SCHEDA APPROFONDIMENTI SULLE PRODUZIONI:

L’area di maggiore sviluppo della frutticoltura è la fascia Jonica, i fondovalle ed i pianori, dove il settore primario assume, un ruolo di primo piano sia per l’economia dell’area che dell’intera Regione Basilicata. Particolari produzioni si conseguono anche nella Valle dell’Ofanto (percoco) e nell’Alta Val d’Agri (mele). Secondo dati elaborati da recenti studi, in Basilicata si aggirano intorno ai 12.000 ettari di frutta a cui si aggiungono circa 14.000 ettari di ortive.
Pesche, nettarine e albicocche (la cui superficie coltivata fa del meta pontino la terza area nazionale e l’unica in costante e continua crescita), ma anche mele, susine, pere, agrumi. La frutticoltura e l’agrumicoltura per l’intero territorio lucano rappresentano, per i risvolti economici e sociali, dei settori fondamentali per l’intera economia regionale.
Produzioni  integrate e  biologiche
La continua evoluzione della tecnica colturale ha portato ad una gestione ecosostenibile, infatti se 20 anni fa si è praticata la tecnica di conduzione integrata, negli ultimi anni vi è stato un ulteriore passo in avanti con l’adozione della conduzione biologica. Tale scelta è stata guidata dalla forte esigenza del consumatore che, alle tradizionali caratteristiche qualitative (colore, sapore, ecc.) richiede salubrità e sicurezza alimentare dei frutti.
L’agricoltura biologica in Basilicata ha avuto una forte fase di espansione, grazie all’accresciuta sensibilità verso le problematiche ambientali e salutistiche, nonché all’opportunità di meglio collocare le produzioni ortofrutticole. La superficie frutticole ed agrumicola destinata alla coltivazione biologica è di circa 5.000 ha, con una prevalenza degli agrumi, seguite dalle albicocche e dalle pesche.
E’ stato possibile conseguire questi risultati grazie alle vocate condizioni ambientali ed alle scelte di varietà a maturazione precoce con cui si riesce a evitare ai principali parassiti estivi.
Tutti i processi produttivi sono codificati da restrittivi disciplinari di produzione che ormai sono parte integrante dei contratti di vendita stipulati con la GDO. Questo viene utilizzato per conseguire certificazioni di prodotto come l’Eurep-gap, BRC, private label, presente sui mercati nazionali ed esteri.
La produzione è commercializzata principalmente in Italia con marchi di produzione legati alle strutture organizzate, a commercianti privati ed aziende agricole produttrici.
L’incidenza dell’orticoltura lucana su quella nazionale, sia in termini di superficie che di produzione, è circa il 3%, dato non rilevante anche se per alcune produzioni (brassicacee e fragola) è tra le prime regioni italiane.