23 Luglio 2009
Al supermercato per fare una spesa d’origine

Coltivatori diretti al supermercato per fare una spesa d’origine. “Gli italiani lo fanno meglio”: un messaggio ad effetto stampato sulle magliette gialle indossate da centinaia di imprenditori agricoli provenienti dalle diverse zone della Basilicata che in mattinata si sono ritrovati davanti l’ingresso dell’Iper Futura per un’altra giornata di mobilitazione chiamata “Operazione Verità”. Un modo per comunicare e tutelare i primati italiani nell’agroalimentare. Nel carrello della spesa hanno messo un po’ di tutto: frutta, verdura, uova, carne, latte ma tutti di provenienza italiana. Sono stati distribuiti volantini per svelare gli inganni a tavola e evidenziato come viene confuso il consumatore sia con messaggi accattivanti sia con il posizionamento dei prodotti sugli scaffali.

Sullo stesso espositore e con identica confezione “aglio italiano” e “aglio argentino” o spagnolo, mentre nel reparto carni un cartello con i colori della bandiera italiana e la scritta “allevati in Italia”, mentre nel banco frigorifero si trova carne di vitello con l’etichetta “nato in Italia” ma “ingrassato in Francia” e ancora confezioni di mozzarelle e Fior di Latte con immagini e nome della Lucania, ma indicando genericamente latte e non la sua provenienza.
 
Diversi i consumatori incuriositi che hanno chiesto informazioni su come si legge l’etichetta. Trasparenza e origine obbligatoria per tutti i prodotti agricoli, spazi dedicati nei supermercati per distinguere il vero dal falso “Made in Italy” e maggiori controlli sui prodotti stranieri dei quali deve essere resa nota la destinazione: sono queste le richieste dell’Organizzazione di categoria per combattere la speculazione che fa aumentare i prezzi di oltre cinque volte dal campo alla tavola. 
 
Un blitz nella grande distribuzione per denunciare che solo un prodotto su tre è realizzato con prodotti agricoli italiani, ma nessuno lo sa. Gli inganni del finto Made in Italy riguardano due prosciutti su tre venduti come italiani, ma provenienti da maiali allevati all'estero, ma anche tre cartoni di latte a lunga conservazione su quattro che sono stranieri senza indicazione in etichetta, oltre un terzo della pasta ottenuta da grano che non è stato coltivato in Italia all'insaputa dei consumatori, e la metà delle mozzarelle non a denominazione di origine che sono fatte con latte o addirittura cagliate straniere.
 
Secondo l'indagine Coldiretti-Swg la quasi totalità dei cittadini (98 per cento) considera necessario che debba essere sempre indicato in etichetta il luogo di origine della componente agricola contenuta negli alimenti, per colmare una lacuna ancora presente nella legislazione comunitaria e nazionale, ma in Italia la metà della spesa è ancora anonima. Sono solo nove finora le produzioni agroalimentari che dietro il pressing della Coldiretti hanno l'obbligo di indicare in etichetta l’origine territoriale del prodotto agricolo: ortofrutta fresca, uova, miele, latte fresco, carne bovina, carne di pollo,  passata di pomodoro, olio extravergine, ma molto resta ancora da fare e per oltre il 50% della spesa l'etichetta resta anonima per la carne di maiale, coniglio e agnello, per la pasta, le conserve vegetali, ma anche per il latte a lunga conservazione e per i formaggi non a denominazione di origine.   
 
 
 
L'ETICHETTA CON L'ORIGINE SULLE TAVOLE DEGLI ITALIANI

Cibi con l'indicazione di provenienza E quelli senza
Carne di pollo e derivati Pasta
Carne bovina Carne di maiale e salumi
Frutta e verdura fresche Carne di coniglio
Uova Frutta e verdura trasformata
Miele Derivati del pomodoro diversi da passata
Passata di pomodoro Latte a lunga conservazione
Latte fresco Formaggi non dop
Pesce Derivati dei cereali (pane, pasta)
Extravergine di oliva Carne di pecora e agnello
Fonte: Elaborazioni Coldiretti 
  
 
GLI INGANNI A TAVOLA ALL'INSAPUTA DEI CONSUMATORI

•  DUE PROSCIUTTI SU TRE VENDUTI COME ITALIANI MA PROVENIENTI DA MAIALI ALLEVATI ALL'ESTERO;
•  TRE CARTONI DI LATTE A LUNGA CONSERVAZIONE SU QUATTRO CHE SONO STRANIERI SENZA INDICAZIONE IN ETICHETTA;
•  OLTRE UN TERZO DELLA PASTA CHE È OTTENUTA DA GRANO CHE NON È STATO COLTIVATO IN ITALIA;
•  LA METÀ DELLE MOZZARELLE NON A DENOMINAZIONE DI ORIGINE CHE SONO FATTE CON LATTE O ADDIRITTURA CAGLIATE STRANIERE.

Fonte: Elaborazioni Coldiretti