L’incendio divampato nel pomeriggio di ieri alla discarica di Genzano di Lucania in contrada Matinelle preoccupa le aziende agricole e zootecniche presenti nell’area interessata. Da diversi anni, la Coldiertti Basilicata aveva manifestato il proprio dissenso a tenere aperto un sito che dista 150 metri dal fiume Bradano ed all’interno di un’area agricola molto popolata e non lantana dai centri abitati di Acerenza e Genzano.
"Da anni – ha dichiarato il presidente della locale sezione Coldiretti, Saverio Gargano – avevamo sollecitato l’amministrazione comunale e la comunità montana a chiudere la discarica. Tre mesi fa, a sorpresa, abbiamo saputo, invece, che esisteva un progetto che prevedeva l’ampliamento della discarica e di una nuova piattaforma. A essere danneggiate da questi fumi neri, sono prioritariamente le aziende agricole che sono costrette a subire cattivi odori con la paura che possano interessare anche le produzioni. La gestione del sito è stata pessima e a pagarne le spese siamo noi produttori e cittadini".
Nonostante l’incendio, che apparentemente sembra sia stato domato, la discarica continua a bruciare e continuerà sicuramente per diversi giorni ed i fumi che ancora si sprigionano sono densi e scuri. Questo suscita timori poiché depositandosi sulle produzioni potrebbero pregiudicare il raccolto e la salubrità dell’ambiente.
E’ stato costituito un comitato cittadino, a cui ha aderito anche la Coldiretti, per chiedere la chiusura definitiva del sito che contiene rifiuti oltre il volume previsto. "Non va trascurata la questione sicurezza e controllo del sito – ha detto il direttore della Coldiretti Basilicata, Giuseppe Brillante. Infatti, se l’incendio risulterà di natura dolosa, restano da accertare le responsabilità relative alla vigilanza".
15 Giugno 2009
La discarica di Genzano di Lucania non era idonea