15 Maggio 2009
IN PIAZZA PER RACCOGLIERE FIRME PER L’ETICHETTATURA OBBLIGATORIA, SALVARE LE STALLE, DIFENDERE LE PRODUZIONI DI QUALITA’, PROMUOVERE UNA FILIERA FIRMATA DAGLI AGRICOLTORI

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Scarica la petizione popolare per l'indicazione obbligatoria in etichetta dell'origine del latte

Prezzo latte: dalle stalle (0,30 centesimi al litro) alle stelle (€ 1,50) per i consumatori. E’ questo il motivo della protesta degli allevatori che domani mattina dalle 11 scenderanno in piazza Mario Pagano per difendere il prodotto agricolo cento per cento Made in Lucania. Dopo Matera (martedì scorso), la giornata di mobilitazione per salvaguardare il latte italiano, arriva nel capoluogo di Regione.

Sarà distribuito  latte lucano appena munto e si potranno degustare delle mozzarelle prodotte con solo latte lucano. Sarà l’occasione per presentare una filiera del latte tutta italiana e firmata dagli allevatori.
Un impegno per smascherare il finto Made in Italy e combattere le inefficienze e le speculazioni per assicurare acquisti convenienti alle famiglie e  sostenere il reddito degli agricoltori che ad oggi per ogni euro speso dai cittadini in alimenti ricevono appena 17 centesimi.

Due le richieste principali degli allevatori:
1) Alla grande distribuzione si chiede di tenere separati sugli scaffali gli spazi dedicati al vero prodotto alimentare italiano da quelli del finto Made in Italy, ottenuto con prodotti importati;
2) Alla Politica di rendere obbligatoria l'indicazione della provenienza dei prodotti agricoli ed alimentari (dalla carne di maiale al latte a lunga conservazione) per consentire scelte consapevoli ai consumatori.

Sarà anche l’occasione per incontrare i consumatori per un’operazione verità smascherando il falso made in Italy e  svelando i finti prodotti italiani venduti sugli scaffali come le mozzarelle ottenute con cagliate, polveri e caseinati al posto del latte.

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Una firma per salvaguardare le nostre produzioni. Sarà possibile sostenere l’iniziativa della Coldiretti Basilicata  che avvierà una petizione popolare per l’indicazione obbligatoria in etichetta dell’origine del latte. Quattro i punti:

1.     che sull’etichetta dei prodotti lattiero caseari (mozzarella, cacioricotta, caciotta, burrata, caciocavallo, ecc..) venga riportato obbligatoriamente con chiarezza e massima evidenza l’eventuale utilizzo di cagliate o paste fuse e, quindi, il Paese d’origine di questi prodotti, oltre alla provenienza del latte;
2.     l’applicazione del sistema di rintracciabilità e controllo, già previsto per il latte fresco anche per il latte UHT e per tutti i formaggi e prodotti a pasta filata;
3.     che siano preferiti nella ristorazione collettiva, gestita dalle Istituzioni Pubbliche, i prodotti  agroalimentari di sicura provenienza regionale, così come è indispensabile che i supermercati e gli ipermercati  operanti in Basilicata riservino uno spazio considerevole sui loro scaffali ai prodotti agricoli del territorio;
4.     l’intensificazione dei controlli sanitari sulla qualità dei flussi di latte e dei prodotti caseari che arrivano dall’estero.

La Coldiretti chiede di separare negli scaffali il vero Made in Italy da quello taroccato garantendo trasparenza al consumatore. 

Nel 2009 sono crollate del 12 per cento le quotazioni del latte alla stalla riconosciute agli allevatori, ma la riduzione non si è trasferita al consumatore che è costretto a pagare di piu’ i formaggi (+0,2 per cento) per le distorsioni e le inefficienze nel passaggio dalla stalla allo scaffale della grande distribuzione. E’ quanto è emerso da una analisi della Coldiretti relativa all’andamento dei prezzi nei primo trimestre del 2009 sulla base dei dati Ismea.