Anche in Basilicata tra poche settimane prenderà il via la campagna olivicola con una importante novità: dal primo luglio anche i commercianti di olive e i magazzini di olive sono obbligati a registrare nel Sistema Informativo Agricolo Nazionale (Sian) i movimenti delle proprie attività entro le sei ore e il fatto di rivendere ad altri commercianti non interrompe il tempo. E’ quanto fa sapere la Coldiretti della Basilicata che esprime soddisfazione per la nuova stretta sulla strada della trasparenza e tracciabilità lungo la filiera olivicola, frutto dell’attuazione di un decreto ministeriale che introduce nuove e importanti disposizioni per la registrazione delle consegne di olive da olio ai frantoi oleari. “Finalmente si mette fine all’epoca delle olive senza nome e provenienza e delle olive di carta – spiega l’organizzazione agricola lucana- il tutto a vantaggio dei consumatori che vedono garantita sempre più la trasparenza, la tracciabilità e la costruzione di valore per le olive e dell’olio. Un risultato per il quale la Coldiretti e Unaprol si sono battute per due anni e che produrrà un effetto positivo sul mercato. Da sempre il sistema Sian rappresenta uno strumento indispensabile per tutelare le nostre eccellenze e l’origine dell’olio extra vergine di oliva italiano e auspichiamo che tale strumento possa essere adottato ed esteso a livello europeo”. Un grido di allarme contro la concorrenza sleale, considerata l’alta qualità del prodotto Made in Italy e il fatto che quello straniero finisce spesso per essere venduto come tricolore, sfruttando il prezzo più basso. “L’olio tunisino, ad esempio – denuncia la Coldiretti lucana – viene venduto oggi sotto i 5 euro al litro, con una pressione al ribasso sulle quotazioni di quello italiano che punta a costringere gli olivicoltori nazionali a svendere il proprio al di sotto dei costi di produzione. A favorire le importazioni dalla Tunisia è anche l’accordo stipulato dalla Ue che prevede l’importazione annuale, nel periodo 1° gennaio – 31 dicembre, di 56.700 tonnellate di oli vergini d’oliva, nella cui categoria merceologica sono compresi olio extravergine d’oliva, olio vergine d’oliva e olio lampante, senza applicazione di dazi doganali”. Per questo “è quanto mai necessario garantire che l’olio importato rispetti gli stessi elevati standard di qualità e sicurezza che caratterizzano l’olio extravergine d’oliva europeo. L’assenza di un controllo rigoroso sulla qualità e sulla provenienza dell’olio importato potrebbe compromettere la fiducia dei consumatori e mettere a rischio la reputazione dell’olio italiano, considerato uno dei migliori al mondo”. In risposta a questa situazione, Coldiretti e Unaprol chiedono la creazione di un Registro Telematico Unico europeo, simile al sistema italiano Sian. “Questo strumento – evidenzia il presidente di Unaprol – Consorzio Olivicolo Italiano e vicepresidente nazionale di Coldiretti David Granieri - garantirebbe maggiore trasparenza e tracciabilità, permettendo di tutelare i consumatori e valorizzare il prodotto autentico”.
19 Settembre 2025
PER L’OLIO EXTRAVERGINE DA QUEST’ANNO NUOVE REGOLE ANTIFRODI