12 Maggio 2008
ASSEMBLEA COLDIRETTI

La Coldiretti rilancia una forte progettualità per vincere la sfida per aumentare la competitività all’impresa agricola lucana. E’ stato questo l’argomento su cui si sono confrontati giovedì scorso a Matera presso l’hotel San Domenico i quadri dirigenti della Coldiretti Basilicata.
 
«L’agricoltura lucana – ha dichiarato il presidente di Coldiretti Basilicata, Rocco Battaglino – è una grande realtà economica e sociale intorno alla quale si sviluppa un notevole indotto e che può rappresentare, se opportunamente valorizzata, il motore di uno sviluppo diffuso per l’intera regione. Oggi più che mai il territorio, inteso non solo in senso geografico, paesaggistico e climatico, ma anche espressione di storia, cultura, sistema di interrelazioni sociali e economiche, viene percepito dal consumatore  come una componente indissolubile di specificazione della qualità stessa del prodotto. Territorio ed origine sono tipicità che devono essere conosciute. È indispensabile una strategia comunicazionale integrata regionale che sappia evidenziare le peculiarità attrattive del territorio lucano non solo sotto l’aspetto turistico ambientale, ma anche per le tipicità agroalimentari ed enogastronomiche».
 
Dalla qualità alla sicurezza alimentare, dalla funzione sociale all’agricoltura, come settore che dà sempre maggiori risposte occupazionali, è stato il tema dell’intervento del presidente di Coldiretti Matera, Piergiorgio Quarto.
 
Dalla convention di oggi parte per Coldiretti un forte momento di discussione sul territorio per continuare quella mobilitazione sindacale di stimolo e proposte alla programmazione  regionale in cui l’agricoltura vuole continuare a rappresentare il motore dello sviluppo.
  
«Le imprese - ha continuato Battaglino - chiedono a gran voce la difesa del Made in Italy e controlli mirati a evitare che i prodotti extra-regionali possano essere spacciati come lucani. Abbiamo prodotti di qualità, che i consumatori riconoscono e ricercano come tali, occorre vigilare affinché sui mercati si rispettino i requisiti di origine e rintracciabilità».
 
Si è parlato inoltre della tutela e salvaguardia ambientale, che è di naturale competenza delle imprese agricole che operano sui territori ma che spesso diventano strumento di controllo e vessazione da norme vincolistiche.
Basti pensare alla gestione dei parchi naturali che viene realizzata attraverso comitati che escludono la partecipazione di rappresentanti del settore agricolo. I diritti secolari sulle terre gravate da usi civici, invece che occasione di impulso alla formazione di nuove aziende agricole, si trasformano per alcuni comuni facile strumento di nuove gabelle da addossare ai coltivatori e “sistemare” i bilanci sofferenti delle amministrazioni comunali.