Alla cinque giorni della Coldiretti di Basilicata al padiglione nazionale “No farmer’ no party” è andato il scena oggi “Alla ricerca del verde”, giornata dedicata alle tradizioni pastorali lucane ed alla transumanza, con tante attività e laboratori, come quello della caseificazione, curato dall’azienda agricola De Filpo di Viggianello. Grande successo ha riscosso la presentazione del libro di ricette dello chef lucano Luigi Diotaiuti, titolare di un rinomato ristorante di Washington, dove hanno mangiato tante celebrità e personaggi importanti. Lo chef ha dimostrato la sua professionalità e genialità nel fine settimana appena trascorso, lavorando in armonia con gli agrichef dell’Agriturismo La Bontà di Muro Lucano, Anna Maria Piccirillo e la figlia Maria Remollino, insieme al proprio staff, hanno trasformato i piatti della tradizione pastorale in ricette appetitose.
La giornata è stata caratterizzata anche da altri eventi, come la performance del famoso gruppo folk La Pacchianella di Pisticci. Le scolaresche ed i più piccoli sono stati accolti dalla baby agricolazione e laboratori a tema, ai più grandi sarà offerta la colazione contadina, u muzz’c, degustazioni di vini e tanto altro.
Domani, continuando il filone dettato dai colori, “Le dolcezze del giallo”, una dolce giornata con il miele lucano, e tanti laboratori: l’affascinante mondo delle api (presentazione della carta dei mieli lucana a cura del Prof. Renato Spicciarelli) le api e la biodiversità, benessere e bellezza col miele, agricolazione con i prodotti dell’alveare, agriaperitivo i sapori dell’alveare con i bianchi del Vulture. Attrazione della giornata di domani e di martedì 13 ottobre il Rumit, una maschera antichissima di Satriano di Lucania, un uomo completamente ricoperto di foglie di edera, un uomo albero, una maschera arborea frutto probabilmente di tradizioni celtiche tramandatesi nei secoli. Come afferma Vincenzo Giuliano, nel suo libro Il riscatto di un popolo in maschera, per i Celti, l’uomo verde era il consorte della Dea madre, capace di donare la fertilità alle donne e al bestiame, alla foresta e alle piante, che si occupava della fioritura della primavera e dell’estate, del rigoglio della terra. Era un giovane sposo che portava fertilità ovunque andasse, quasi sempre rappresentato da un volto maschile, da cui nascono foglie e rampicanti, diventando esso stesso fogliame.
Oggi lo si associa all’idea dell’Albero della Vita, agli antichi riti arborei, e spontaneo quindi è l’accostamento con l’Albero della Vita di Expo: l’apparire ciclico del Rumit è un rituale che sollecita il ritorno al ciclo agrario, come risarcimento alla natura per quanto le è stato sottratto nell’anno trascorso. La maschera diventa così una mascotte, un simbolo della presenza lucana ad Expo.
11 Ottobre 2015
BASILICATA, IL GUSTO A COLORI