30 Luglio 2009
Coldiretti: costi irrigui raddoppiati per le imprese agricole

Oltre ai danni provocati dalle calamità naturali, in arrivo bollette salate per le imprese agricole. E’ quanto annuncia la Coldiretti Basilicata dopo che l’Eipli (l’ente per lo Sviluppo dell’Irrigazione e la Trasformazione Fondiaria in Puglia, Lucania e Irpinia), in forza di un comma inserito nella Legge Finanziaria del 2009, ha comunicato ai Consorzi di Bonifica che a partire dal 1 luglio dovranno pagare il costo industriale dell’acqua, prevedendo quindi nuove tariffe per l’uso potabile, agricolo e industriale. In allarme il comparto agricolo che dovrebbe corrispondere per ogni metro cubo 0,015 centesimi. “Il costo per 1 ettaro di coltivazione raddoppierebbe rispetto a quello corrisposto attualmente. Si passerebbe da un costo odierno di circa 200 euro per ettaro ad un esborso di oltre 400 euro riferite al costo puro dell’acqua e non a  nuovi servizi”

Il Consorzio di Bonifica Bradano Metaponto che  gestisce la diga di Monte Cotugno e quella del Pertusillo, utilizza dai 180 a 200 milioni di metri cubi di acqua all’anno, dovrebbe pagare un costo pari a 3 milioni di euro da ricaricare sulle utenze agricole. “Le acque servite da Monte Cotugno – ha spiegato Angelo Carriero, presidente del Consorzio – per l’80% subiscono l’azione di sollevamento che comporta un costo di energia elettrica a danno degli agricoltori. Per distribuire acqua a i campi, le acque vengono sollevate e in un anno i consumi che vengono pagati all’Enel si aggirano sui 3 milioni di euro. Al pagamento del costo industriale dell’acqua si aggiunge quello del sollevamento e questo significa non poter fare più agricoltura”.

“È una vera e propria beffa - dice il vice presidente della Coldiretti Basilicata, Piergiorgio Quarto – che come Coldiretti avevamo preannunciato e  denunciato lo scorso anno prima dell’accordo del comitato di coordinamento tra il presidente della Giunta di Basilicata  e quello della Puglia. Oggi l’agricoltura in tal modo paga  l’assenza di una visione strategicamente forte sull’utilizzo dell’acqua in regione. Infatti, ci sono visioni politiche contrastanti sul futuro degli enti gestori dell’acqua, quali l’Eipli da una parte e la nascente Acqua Spa dall’altra. Sia nell’uno che nell’altro caso si evidenzia la volontà a mantenere gli apparati invece di dare rispose risolutive alla conclusione di  opere necessarie che giacciono incompiute negli schemi irrigui della Basilicata”