20 Giugno 2009
Coldiretti: suini, necessaria l’etichettatura obbligatoria

"Etichettatura obbligatoria per combattere il falso Made in Italy". È questa la linea della Coldiretti che dice stop al mercato del falso per salvaguardare le produzioni agroalimentari, per tutelare i redditi delle imprese agricole e la salute dei consumatori. L’Organizzazione di categoria utilizza toni altamente positivi nel commentare l’operazione della Guardia di finanza di Policoro che, oltre ad aver scoperto una truffa milionaria ai danni delle casse dello Stato, è riuscita a smantellare una vera holding che speculava sul marchio “Made in Basilicata” utilizzando in maniera fraudolenta l’immagine positiva dei prodotti sani e genuini della Regione. Le Fiamme Gialle hanno accertato che in meno di tre anni sono stati importati oltre 30.000 maiali venduti come allevati in Italia. Il meccanismo truffaldino consisteva nel falsificare i certificati sanitari e i documenti di trasporto intracomunitario, dove venivano indicate provenienze e destinazioni diverse da quelle effettive.
"Una vera beffa per i consumatori italiani rassicurati, invece, dalla provenienza della carne fatta passare per lucana,  mettendo in pericolo la sicurezza alimentare. Inoltre - ha continuato Piergiorgio Quarto, presidente provinciale di Coldiretti Matera -  si frodavano  gli allevatori lucani generando una concorrenza sleale non utilizzando i suini da questi allevati con norme e con costi diversi".
La lotta alla pirateria commerciale e al falso Made in Italy per Coldiretti è la madre delle battaglie a difesa dei consumatori, dei coltivatori e dell’intero territorio italiano anche sul versante economico. Nel mondo vengono venduti 53 miliardi di euro di prodotti agroalimentari con il marchio Made in Italy, ma solo 17 effettivamente sono confezionati con prodotti agricoli provenienti dalla campagna italiana.
Grazie alle mobilitazioni degli ultimi anni, la Coldiretti è riuscita ad ottenere l'obbligo di indicare la provenienza  per carne bovina, ortofrutta fresca, uova, miele latte fresco, pollo, passata di pomodoro e extravergine di oliva nonostante le resistenze delle lobbies in Italia ed in Europa
"Ma l'etichetta – ha sottolineato Quarto -  resta ancora anonima per la carne di maiale, coniglio e agnello, per la pasta, le conserve vegetali come il pomodoro proveniente dalla Cina e i succhi di frutta, ma anche per yogurt, latticini e formaggi non a denominazione di origine. Sono necessari maggiori controlli e tolleranza zero per difendere i marchi e le denominazioni di origine dal mercato delle falsificazioni".