2 Luglio 2009
Etichettatura origine olio: una vera garanzia

Più trasparenza in etichetta e più sicurezza a tavola. Dal primo luglio, infatti, è entrato in vigore il regolamento CE (n. 182 del 6 marzo 2009) che obbliga ad indicare in etichetta la provenienza delle olive impiegate per produrre l’olio vergine ed extravergine di oliva in commercio. “Una garanzia per i consumatori e per i produttori, uniti in una battaglia comune: smascherare il falso Made in Italy”. Così Piergiorgio Quarto, presidente Coldiretti Matera e dell’Asso.Prol, l’associazione dei produttori di olio, ha commentato positivamente la normativa. “Ora – ha aggiunto Quarto – è possibile distinguere l’olio prodotto con le olive dei nostri territori e quello ottenuto con miscugli di olive straniere proveniente dalla Spagna, Tunisia o Grecia. Con regole chiare, è più facile combattere la pirateria agroalimentare grazie alle informazioni contenute sull’etichetta. Inoltre, si tutela il consumatore che può scegliere di fare un acquisto consapevole. Per noi produttori, è una data storica in quanto il mercato della contraffazione è sempre più in crescendo e mette in ginocchio gli agricoltori che non riescono a sostenere una concorrenza sleale che non predilige la qualità”.  

Come riconoscere l’olio made in Italy? Semplice: da scritte come “ottenuto da olive italiane”, “ottenuto da olive coltivate in Italia” o “100 % da olive italiane” mentre per i miscugli di provenienza diversa sarà specificato - precisa la Coldiretti - se si tratta di “miscele di oli di oliva comunitari”, “miscele di oli di oliva non comunitari” o di “miscele di oli di oliva comunitari e non comunitari”. La norma consente di verificare oltre al marchio la reale origine delle olive impiegate e quindi anche di valorizzare gli oliveti italiani che possono contare su 250 milioni di piante, molte delle quali secolari o situate in zone dove contribuiscono al paesaggio e all'ambiente.

“Dopo l’olio – ha concluso Quarto – aspettiamo che l’etichettatura obbligatoria sia estesa anche agli altri prodotti alimentari che sono ancora anonimi, dal latte a lunga conservazione a tutti i formaggi, dalla carne di maiale a quella di coniglio ed agnello, dai succhi di frutta alle conserve vegetali”.

Secondo l'indagine Coldiretti-Swg sulle abitudini degli italiani, la quasi totalità dei cittadini (98 per cento) considera necessario che debba essere sempre indicato in etichetta il luogo di origine della componente agricola contenuta negli alimenti.
 
 
 
L'OLIO EXTRAVERGINE DI OLIVA MADE IN ITALY IN CIFRE

Patrimonio olivicolo nazionale:   250 milioni di piante
Produzione nazionale annata:    2008/2009: 630 milioni di chili
Posizione a livello europeo:         secondo produttore Ue dopo la Spagna
Consumo nazionale :                    14 kg a testa
Oli extravergine d'oliva:                 Dop/Igp: 38
Fatturato settore:                             2 miliardi di euro
Impiego di manodopera:               50 milioni di giornate lavorative
Fonte: Elaborazioni Coldiretti
 
 
L'ETICHETTA CON L'ORIGINE SULLE TAVOLE DEGLI ITALIANI

Cibi con l'indicazione di provenienza
 
E quelli senza
 
Carne di pollo e derivati
 
Pasta
 
Carne bovina
 
Carne di maiale e salumi
 
Frutta e verdura fresche
 
Carne di coniglio
 
Uova
 
Frutta e verdura trasformata
 
Miele
 
Derivati del pomodoro diversi da passata
 
Passata di pomodoro
 
Latte a lunga conservazione
 
Latte fresco
 
Formaggi non dop
 
Pesce
 
Derivati dei cereali (pane, pasta)
 
Extravergine di oliva
 
Carne di pecora e agnello
 
Fonte: Elaborazioni Coldiretti