“Offrire certezze con provvedimenti immediati”. E’ questa la richiesta di Giuseppe Abbatepaolo, presidente Coldiretti Bernalda e di Nunzio Scarnato, presidente della sezione di Scanzano Jonico che sono intervenuti sui danni provocati dalla grandinata della scorsa settimana.
“La grandine, al contrario delle altre volte – ha detto Abbatepaolo – ha colpito una vasta zona provocando danni ingenti. Da una prima stima si calcola che il territorio di Bernalda é stato interessato per il 90%. La Regione deve ora delimitare le aree maggiormente interessate e fare una stima dei danni. Questi sono ascrivibili sia ai frutti che agli stessi impianti arborei e, quindi, alle strutture delle serre perché la grandinata è stata molto violenta. Molte piante sono state intaccate e non si sa per quanti anni saranno improduttive. Bisogna intervenire subito a sostegno delle aziende che sono state danneggiate totalmente. Alcune rischiano la chiusura e uno tra i problemi da affrontare con urgenza è il rapporto con gli istituti di credito”.
Anche Scarnato, nel delineare il quadro, si fa portavoce presso la Regione Basilicata di “risposte urgenti per un settore che garantisce reddito ed occupazione non solo alla famiglia coltivatrice”.
Da apprezzare il lavoro del dipartimento regionale all’Agricoltura che anche nella riunione del tavolo tecnico svoltasi ieri a Matera con l’Abi, l’Arbea, il Consorzio di bonifica e le organizzazioni agricole ha accelerato i tempi per dare risposte adeguate a questa situazione.
“Bisogna intervenire con misure di emergenza per assicurare alle aziende la ripresa lavorativa per la corrente annata agraria – ha dichiarato il presidente di Coldiretti Matera, Piergiorgio Quarto – intervenendo sul ripristino delle strutture danneggiate, ma anche agevolando le imprese nel rinnovare l’accesso al credito. La zona verrà perimetrata e come Organizzazione terremo alta l’attenzione per trovare occasione di concertazione con la struttura dipartimentale”.
“Come Coldiretti – ha aggiunto Quarto- fin dalla scorsa estate in occasione della prolungata siccità e ultimamente nel mese di dicembre, quando la zona del Metapontino è stata interessata da violenti alluvioni, abbiamo rappresentato al dipartimento regionale, con puntuali perizie tecniche, gli effetti dannosi della siccità sulle colture arboree che si sono sommati poi, ai danni conseguenti all’esondazione di fiumi e di canali. Gli interventi previsti dalla normativa nazionale nel caso delle grandinate, sono limitati al ristoro dei danni da parte delle compagnie assicurative alle aziende con polizze, ma nel caso specifico si tratta di eventi veramente eccezionali sia per la gravità che per l’estensione. Quindi, diventa indispensabile che la Regione oltre a richiedere il riconoscimento di calamità naturale intervenga con provvedimenti propri e, in particolare, nel ripristino immediato delle serre e del recupero degli impianti arborei. La velocità della risposta (anche se limitata) è l’elemento essenziale non come è avvenuto dopo l’alluvione di dicembre 2008. Allora, gli interventi sono stati predisposti solo per il comparto turistico, mentre, per il settore agricolo non è stata delimitata né l’area danneggiata né è stata predisposta manutenzione straordinaria dei canali e dell’alveo del fiume esondato”.