15 Giugno 2009
Inaugurata Giovani Impresa Basilicata

Una giornata tra le imprese e con le imprese per parlare del futuro nei campi, delle prospettive e delle opportunità. In mattinata, nella sede di Coldiretti Basilicata a Potenza, un gruppo di giovani imprenditori ha incontrato i rappresentanti di Giovani Imprese Coldiretti, Arianna Giuliodori, segretaria nazionale e il delegato, Donato Fanelli. Dopo anni, anche la Basilicata sarà presente al tavolo romano con la sua delegata regionale, Maria Panetta, imprenditrice ventinovenne e proprietaria di un’azienda a indirizzo cerealicolo e frutticolo nell’area di Pisticci e, quello provinciale, Francesco Zezza, di Montemilone, venticinquenne laureando in Agraria e alla guida di un’impresa agricola di tipo cerealicola e orticola nell’Alto Bradano. È stata inaugurata ufficialmente la sezione giovanile per promuovere la rete nazionale dei giovani in agricoltura.
Presentati alcuni case history di aziende competitive e innovative che hanno scommesso sulle proprie capacità: dalla filiera corta, alla vendita diretta, ai prodotti a Km 0 agli agriturismi, all’impresa agricola multifunzionale. In Basilicata, rispetto al dato nazionale, che fa registrare un segno più in agricoltura, il settore è in diminuzione, ma la ripresa è possibile, secondo l’organizzazione di categoria.   
"Da un po’ di tempo – ha detto il presidente di Coldiretti Matera, Piergiorgio Quarto – abbiamo iniziato un percorso di rigenerazione e ristrutturazione con le nostre imprese per affrontare le sfide del mercato globale. Come Organizzazione abbiamo il compito di stimolare, incoraggiare e sostenere le imprese che hanno voglia di crescere e mettere in campo azioni imprenditoriali serie. La sfida di superarre la crisi è difficile, ma ognuno di noi deve fare la propria parte. Noi subiamo la pressione della grande distribuzione che ci presenta prodotti spacciati per Made in Italy, ma che non sono tali ".
La segretaria nazionale, Giuliodori, ha sottolineato l’importanza di avere la delegazione lucana nel comitato nazionale, perché mancava un pezzo d’Italia.
Tre le priorità di Coldiretti Impresa: formare le imprese giovani con dei vivai locali, superare gli ostacoli per la competitività delle imprese con il progetto Nitrati e dare un volto alle imprese della filiera agricola italiana firmata dagli agricoltori. Ha spiegato le opportunità del progetto pilota Nitrati che fa del problema dei nitrati, un’occasione di sviluppo, trasferendo l’eccesso di azoto nelle zone deficitarie.
Cambiare è la parola d’ordine di Donato Fanelli che ha spiegato l’evoluzione della figura dell’agricolture, da contadino produttore a imprenditore. La soluzione per uscire dalla schiavitù della grande distribuzione? La filiera agricola  tutta italiana, dove ognuno ci mette la faccia realizzando, così, il grande progetto economico di Coldiretti:  aprire 20 mila punti vendita in tutta Italia. Sul problema credito ha illustrato i prodotti appositamente studiati per le imprese agricole da CreditAgri Coldiretti, la società che si occupa di finanziamenti. Vendere i prodotti in loco: è questa, per Fanelli, la strada migliore, valorizzando i borghi lucani e le produzioni. La diversificazione della commercializzazione può essere d’aiuto agli agricoltori per fare reddito e per non subire il potere della grande distribuzione. Puntare sull’innovazione dei processi produttivi e sul legame con il territorio per superare la fase di recessione e aprire una nuova stagione di crescita sostenibile. Coltivare le giovani imprese per superare la crisi e rimettere al centro dei processi economici l’agricoltura, anche con una nuova missione sociale.