15 Giugno 2009
La discarica di Genzano di Lucania non era idonea

L’incendio divampato nel pomeriggio di ieri alla discarica di Genzano di Lucania in contrada Matinelle preoccupa le aziende agricole e zootecniche presenti nell’area interessata. Da diversi anni, la Coldiertti Basilicata aveva manifestato il proprio dissenso a tenere aperto un sito che dista 150 metri dal fiume Bradano ed all’interno di un’area agricola molto popolata e non lantana dai centri abitati di Acerenza e Genzano.
"Da anni – ha dichiarato il presidente della locale sezione Coldiretti, Saverio Gargano – avevamo sollecitato l’amministrazione comunale e la comunità montana a chiudere la discarica. Tre mesi fa, a sorpresa, abbiamo saputo, invece, che esisteva un progetto che prevedeva l’ampliamento della discarica e di una nuova piattaforma. A essere danneggiate da questi fumi neri, sono prioritariamente le aziende agricole che sono costrette a subire cattivi odori con la paura che possano interessare anche le produzioni. La gestione del sito è stata pessima e a pagarne le spese siamo noi produttori e cittadini".
Nonostante l’incendio, che apparentemente sembra sia stato domato, la discarica continua a bruciare e continuerà sicuramente per diversi giorni ed i fumi che ancora si sprigionano sono densi e scuri. Questo suscita timori poiché depositandosi sulle produzioni potrebbero pregiudicare il raccolto e la salubrità dell’ambiente.
E’ stato costituito un comitato cittadino,  a cui ha aderito anche la Coldiretti, per chiedere la chiusura definitiva del sito che contiene rifiuti oltre il volume previsto. "Non va trascurata la questione sicurezza e controllo del sito – ha detto il direttore della Coldiretti Basilicata, Giuseppe Brillante. Infatti, se l’incendio risulterà di natura dolosa, restano da accertare le responsabilità relative alla vigilanza".