24 Aprile 2009
Prezzo latte in picchiata

Continua a calare il prezzo del latte corrisposto alla stalla. Nonostante un accordo regionale che fissava a 0,47, si assiste a una diminuzione a forte svantaggio degli imprenditori agricoli e a tutto vantaggio della grande distribuzione.
E’ quanto denuncia la Coldiretti Basilicata che in queste settimane sta svolgendo incontri territoriali con gli allevatori che hanno esposto le difficoltà nel continuare a mantenere viva la propria attività.

<Giuseppe Brillante,  direttore  Coldiretti Basilicata – per evitare il collasso di diverse aziende che si trovano a fronteggiare una situazione economica di crisi. Il prezzo alla stalla non ha più un riferimento né regionale, né nazionale. I prezzi decisi nei vari tavoli non sono applicati dagli industriali. In Basilicata, il prezzo del latte corrisposto in campagna si aggira da 0,30 a 0,35. Rispetto allo scorso anno (si aggirava in media da 0,40 a 0,45), si registra una forbice di prezzo che ha comportato una perdita di guadagno di oltre il 30%>>.  

<la cooperativa Granlatte del gruppo Granarolo, ha comunicato agli allevatori un ulteriore ribasso del prezzo latte. Sarà corrisposto un anticipo di 0,33 al litro. Mentre diminuisce il prezzo del latte alla stalla, aumentano i costi di produzione (energetici, materie prime per alimentare gli animali….), eppure il prezzo dei prodotti lattiero caseari non ha subito ribassi. È rimasto invariato il prezzo che va a pagare il consumatore finale. Il problema è lungo la filiera e lo svantaggio è sia per il primo anello della catena, ossia l’imprenditore agricolo, sia per il consumatore. In genere, per un prodotto agricolo solo 16 centesimi  vanno al produttore 0,22 alla trasformazione e il resto è appannaggio della grande  distribuzione che, grazie ai risparmi a discapito delle imprese agricole, sta operando per propri interessio una serie di campagne pubblicitarie e promozionali>>.

Altro problema sollevato dall’Organizzazione di categoria è l’obbligatorietà dell’origine in etichetta. <>.